Intervento patetico (che si fotta l’orgoglio)

•Ottobre 19, 2008 • Lascia un Commento

Ci sono ancora giorni in cui mi manchi.

Non siamo mica in primavera!

•Settembre 2, 2008 • 1 Commento

Sono stanco. Anzi, è più corretto dire che sono apatco: una di quelle classiche sensazioni primaverili (Aprile, dolce dormire!) che però nel mio caso va moltiplicata per 100. Sono proprio svogliato, con un’unica idea che mi balena per la testa: guardare questo schermo e sbavare. Ecco, ho giusto la forza per entrare in uno stato di catatonia e rimanerci finché fuori non sarà un po’ più fresco e la voglia di fare qualsiasi cosa non sia definitvamente tornata.

Nel frattempo trascino le mie giornate studiando cose che non mi piacciono e che probabilmente non utilizzerò mai. Adesso all’università ci sono i test di ingresso ed i precorsi, il che vuol dire tanti pischelli (giovini virgulti e virgultE, n.d.k&k). Questo mi deprime enormemente, perché la gente che quest’anno si lancia nell’avventura universitaria è gente nata nel 1989. Bambini insomma, che quando ho iniziato la mia di avventure entravano spaventati nel mondo delle scuole medie. C’è anche da dire che – volendo essere maschilisti e soprattutto dei maiali – si è avuta una buona iniezione di giovane carne femminile che, diciamocelo, ad ingegneria fa sempre comodo. Mentre mi destreggiavo tra un tensore trifocale e una conica duale, indeciso riguardo quale oggetto appuntito utilizzare per togliermi la vita, una giovane studentessa si è seduta non troppo distante da me; insomma, osservandola ho notato dei bei gesti, semplici, ed in un certo modo sensuali anche se ordinari. Ho passato un bel momento, almeno finché non è arrivato il ragazzo, ed insieme si sono allontanati giulivi verso il tramonto, forti della loro gioventù…

…lasciandomi così di nuovo nell’indecisione: è meglio utilizzare un lapis appuntito oppure la lametta del temperamatite?

Piccole riflessioni sparse

•Luglio 17, 2008 • Lascia un Commento

Si sa, tra il caldo ed ElGamal, il cervello non funziona più come dovrebbe ed entra in strani cicli di pensieri. Ci si ritrova poi ad avere delle domade, quasi intuizioni, così ovvie e lampanti che viene da chiedersi come mai non siano venute fuori prima, per spiegare molte situazioni altrimenti quasi incomprensibili…e ti chiedi: una persona trasparente, che non ha ombre, può capire il tuo comportamento? Una persona speciale, rara, che non vede problemi dove non ci sono, pensa che tutti siano come lei oppure si rende conto del suo status? Bè..come si dice in questi casi, ai posteri l’ardua sentenza!

Di canzoni in cui ti rispecchi

•Luglio 6, 2008 • Lascia un Commento

Le tue parole fanno male..

Colte citazioni da mangofilo

•Giugno 30, 2008 • 2 Commenti

Ho capito perché Satana e gli altri Demoni si sono rinchiusi nel ghiaccio.
Mi_sto_sciogliendo.

Il mastino dei Baskerville

•Giugno 23, 2008 • Lascia un Commento

Il mastino dei Baskerville è il primo libro di Conan Doyle che ho letto. Ero piuttosto giovane, e forse è stato proprio questo libro a formare alcune parti del mio carattere: ad esempio la razionalità, che non mi manca mai, il piacere di seguire gli indizi, o vedere molto spesso messaggi nascosti dove non sono…
Sentire una frase ed analizzarla, anche la più banale, o leggere un articolo e pensare a cosa possa in realtà voler dire, a lungo andare, forse è una maledizione. Si perde la capacità di godersi le cose per ciò che sono, senza dover spostare la tenda che nasconde i fili.

….però è divertente!

Se ti soffermi a pensare non esci più dal tunnel

•Giugno 19, 2008 • Lascia un Commento

Provateci voi a tenere vivo un gioco che consiste nel combinare 7 note per 1000 anni! E dire che non ci sono (quasi) mai combinazioni uguali…magnifico.

 

Paesaggi semovibili

•Giugno 17, 2008 • Lascia un Commento

Non sono un assiduo viaggiatore in treno, però ogni tanto mi capita. E, quando il vagone non è pieno di ragazzini petulanti o nazionali di calcio straniere,  mi accorgo che in fondo viaggiare in treno è rilassante.
Dal finestrino si vede un paesaggio insolito: le facciate delle case sono diroccate, i panni sono stesi ad asciugare al sole. Le persone non si curano di ciò che sta dietro, e dunque quello che si vede al di là del vetro è l’originale, la verità che sta dietro la facciata ben stuccata e dipinta di fresco, quella che dà sulla strada, dove sulla porta accogli gli ospiti, fiero della tua abitazione.

E poi c’è l’erba, che cresce intorno alle ferrovie, il verde che sembra impedirti di procedere ma che alla fine si scansa sempre al passaggio del convoglio. Sono dei bei luoghi quelli che ho visitato, colli e paeselli che mi ricordano il posto in cui sono nato. E l’aria ha un buon sapore.

Sì, sono soddisfatto di come va il mondo mentre sono in treno.

Riassunto di molte notti della mia vita

•Giugno 2, 2008 • Lascia un Commento

Lying in my bed  I hear the clock ticks  and think of you
Caught up in circles, confusion is nothing new
flash back, warm night, almost left behind

Le riflessioni che non vorresti mai fare

•Maggio 28, 2008 • Lascia un Commento

Se ti accorgi che nella tua compagnia c’è una faccia nuova, sei nella normalità.
Se ti accorgi che al corso universitario che frequenti durante questo periodo c’è una faccia nuova, hai una buona memoria.
Se ti accorgi che ad una cassa (delle 20) del supermercato in cui fai la spesa c’è una faccia nuova, hai una ottima memoria.
Se ti accorgi che nella tua università c’è una faccia nuova, forse è il caso che tu vada a lavorare, parassita.